Un mare di archeologia e una marea di errori Vulpis in fundo

Archeologia Viva n. 238 – luglio/agosto 2026
p. 96

di Giuliano Volpe

L’archeologia subacquea italiana cerca ancora la sua sponda (istituzionale) dopo vari tentativi e progetti… 

Larcheologia subacquea è nata in Italia. Al 1950 si data il primo intervento sulla nave romana di Albenga (Sv), primo relitto sul quale si sperimentarono le tecniche dello scavo scientifico, grazie alla lungimiranza del professore Nino Lamboglia (1912-1977) che, a partire da quell’esperienza pionieristica, istituì un Centro Sperimentale, formò archeologi e tecnici, attrezzò imbarcazioni con cui condusse ricerche per un ventennio. La Francia copiò il modello e istituì, già nel 1967, una specifica soprintendenza a Marsiglia. Altri paesi europei si sono poi organizzati. 

Continua a leggere sulla rivista