Archeologia Viva n. 238 – luglio/agosto 2026
pp. 84-87
di Giuliano Volpe
Nella città pugliese si è realizzato un felice esperimento di collaborazione fra interessi privati e pubblici che ha dato vita a un eccezionale risultato di conoscenza e valorizzazione del patrimonio
Prevale l’idea che l’interesse privato – di chi ad esempio intenda costruire un edificio – sia per forza di cose in conflitto con la salvaguardia del patrimonio culturale. Da alcuni anni anche l’Italia si è dotata di norme che prevedono l’archeologia preventiva, cioè l’obbligo di condurre indagini archeologiche prima della realizzazione di un’opera pubblica. Ma è una norma che, appunto, vale solo per le iniziative pubbliche.
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