Archeologia Viva n. 238 – luglio/agosto 2026
pp. 80-83
di Teobaldo Fortunato
scheda di Monika Antczak
In Polonia nel romantico parco di Arkadia l’atmosfera è ancora quella impressa dalla sua aristocratica curatrice alla fine del XVIII secolo tra aceri e tassi tigli e faggi finte rovine e reperti autentici del mondo classico
Capita di rimanere affascinati da un luogo e ritornarvi, e ammirarne ancora le mutazioni e i colori, come Claude Monet, che immortalò più volte, in varie ore del giorno, la cattedrale di Rouen! Le sensazioni provate nel parco di Arkadia, parte del complesso dello storico palazzo-giardino visitabile nel comune di Nieborów (Gmina Nieborów), pochi chilometri da Varsavia, sono le stesse che il maestro dell’Impressionismo ci ha restituito: in primavera, sotto l’ultima neve, fanno capolino i primi timidi fiori; d’estate è un trionfo di verde in tutte le varianti possibili; d’autunno gli aceri si caricano di giallo intenso e dorato, mentre i viali che conducono al “Tempio di Diana”, sulla riva centrale del piccolo lago, si ricoprono d’un folto tappeto di foglie.
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