19 ottobre 2026
Si è da poco conclusa la nuova campagna di scavo condotta sul Monte Adranone, a Sambuca di Sicilia (in provincia di Agrigento), da parte del Winckelmann-Institut della Humboldt-Universität zu Berlin, in collaborazione con il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, con la Hochschule für Technik Berlin e sotto la responsabilità di Agnes Henning.
Il progetto ha permesso di acquisire nuove informazioni sulla struttura insediativa e sull’impronta culturale del sito.
Diverse influenze culturali
L’insediamento di altura, situato a circa 30 km nell’entroterra rispetto alla costa sud-occidentale della Sicilia, si contrappone alle cosiddette colonie greche con la loro pianta urbanistica regolare e i loro templi monumentali. La sua struttura è influenzata da diverse impronte culturali che hanno agito sulla comunità locale nel corso del I millennio.
Tracce indigene, greche e puniche
Dalla tarda età del Bronzo fino al III sec. a.C., in questo luogo si sviluppò infatti un modello insediativo del tutto peculiare, in cui si fondevano influenze indigene, greche e puniche. Un esempio particolarmente suggestivo è costituito dalle complesse strutture edilizie, dotate di un edificio circolare che probabilmente veniva utilizzato come sala di riunione o luogo di culto per grandi gruppi familiari (clan).
Posizione privilegiata
Il Monte Adranone domina un bacino naturale particolarmente fertile dal punto di vista agricolo, che sicuramente già nell’antichità veniva sfruttata ampiamente, come testimoniano i numerosi siti produttivi sul sito. L’altitudine dell’insediamento richiedeva una notevole capacità di stoccaggio, sia di generi alimentari che di acqua, come dimostrano i numerosi contenitori ceramici e le cisterne monumentali.
Strutture di grandi dimensioni
Da un punto di vista archeologico, l’attenzione è stata rivolta al significato e alla funzione dell’acropoli fortificata, che era forse riservata a un’élite locale. Si cerca ora di definire con maggiore precisione il ruolo della fattoria, che domina la terrazza meridionale e le cui enormi dimensioni non trovano finora alcun paragone.





