Archeologia Viva n. 240 – novembre/dicembre 2026
p. 96
di Giuliano Volpe
La diffusione finalmente anche in Italia dei princìpi dell’archeologia pubblica è una vera rivoluzione culturale ed etica tuttavia gli ostacoli non mancano…
Da un lato un diffuso fraintendimento che produce un certo tipo di comunicazione, qualche evento, una spruzzata di Facebook, Instagram e TikTok, un pizzico di arte contemporanea nei siti archeologici, il tutto shakerato con un po’ di sensazionalismo e una dose massiccia di banalizzazione. Dall’altro la persistenza di una “visione proprietaria dell’archeologia”: uno dei grandi mali, non solo per i danni che produce allo sviluppo della libera ricerca, ma anche nel rapporto con le comunità di cittadini.
