Archeologia Viva n. 240 – novembre/dicembre 2026
pp. 82-88
di Teobaldo Fortunato, Teresa Virtuoso e Umberto Pappalardo
Gli scavi nell’area verde del centralissimo Parco archeologico urbano realizzato per tutelare e valorizzare importanti testimonianze dell’antica Nuceria hanno già riportato in luce una sequenza di fasi di vita una delle quali è caratterizzata dalla presenza di un raffinato complesso termale
Un caso emblematico di connotazione archeologica di verde pubblico è il Parco urbano di Nuceria, ideato agli inizi del secolo in un’area centrale di Nocera Superiore (Sa), erede della città antica, e intitolato ai fratelli Alfonso e Matteo Fresa. Il Parco è situato nei pressi del Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore (vedi AV n. 235). Fino al sisma del 1980 l’area era utilizzata come mercato boario.
L’idea è stata quella di trasformare lo spazio del vecchio mercato del bestiame in giardino pubblico, in attesa del recupero delle sottostanti strutture antiche, con un intento di “reversibilità” ovvero la possibilità di continuare in futuro l’esplorazione archeologica. Per dare enfasi agli aspetti emozionali del connubio tra verde e antiche vestigia, nell’area del giardino pubblico sono stati collocati dei manufatti rinvenuti nel tempo a Nocera Superiore, quali sarcofagi in tufo nocerino, rocchi di colonne e una macina d’età romana imperiale, in modo da costituire una sorta di contemporaneo parco romantico.
