I viaggi di Schliemann. Alla scoperta di Egitto e Medio Oriente Storie di un protagonista

Archeologia Viva n. 240 – novembre/dicembre 2026
pp. 58-69

di Umberto Pappalardo

Lo scopritore di Troia e Micene fu anche un viaggiatore instancabile mosso da quella curisosità innata che lo avrebbe condotto verso i suoi ben noti successi archeologici

Una dimensione umana e culturale che possiamo seguire attraverso i suoi diari di viaggio

Heinrich Schliemann (1822-1890) fu un appassionato viaggiatore. Trascrisse le sue esperienze in diciotto diari, redatti fra il 1846 e l’anno della sua morte, oggi custoditi presso la Biblioteca Gennadius di Atene e digitalizzati a cura della Scuola Americana di Studi Classici di Atene (ASCSA).

Aveva appreso sedici lingue, per cui era in grado di compilare i diari nell’idioma del paese dove si trovava. I primi due viaggi lo videro attraversare il vasto Impero Ottomano e, ovviamente, quando parla di Siria, Libano, Giordania o Palestina, non si riferisce a quei paesi entro i loro confini attuali. I suoi viaggi nella terra del Nilo furono forse suggeriti dall’“egittomania” diffusasi in Europa all’indomani della spedizione di Napoleone in Egitto (1798-1801), alla quale, com’è noto, partecipò anche un nutrito gruppo di ricercatori e studiosi.

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