Tyrrhenós e Sardó: Sardegna chiama Etruria Antichi rapporti mediterranei

Archeologia Viva n. 240 – novembre/dicembre 2026
pp. 22-32

di Paolo Giulierini, Daniele Federico Maras, Giorgio Murru e Raimondo Zucca;
Foto di
Nicola Castangia

Il mare che non divide ma unisce: così avvenne per alcuni secoli fra le opposte sponde tirreniche portando a uno scambio di prodotti e mentalità che condizionò i modi di vivere e pensare delle rispettive popolazioni

Una mostra in corso a Cabras fa riflettere sulle dinamiche relazionali che hanno sempre contraddistinto la storia dell’umanità

Lo straordinario gruppo, ricomposto, delle sculture di Mont’e Prama – probabile raffigurazione funeraria delle élites nuragiche di IX sec. a.C. – dalla grande sala del Museo “Giovanni Marongiu” a Cabras (Or) guarda la laguna e, più in là, il mare. E non rivendica solo una frontiera territoriale invalicabile rispetto a genti che possono venire da lontano, siano Fenici, Orientali e, qualche tempo dopo, Etruschi: è anche il simbolo plastico di un punto di contatto ineludibile.

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