Alluvione di Firenze: due Musei ricordano

3 novembre 2026


In occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione che colpì Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e l’Istituto degli Innocenti, le due istituzioni culturali affacciate sulla piazza della Santissima Annunziata, ricordano il drammatico evento con il progetto “Curare il passato e proteggere il futuro: Storie del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e dell’Istituto degli Innocenti” sviluppato in due esposizioni parallele ma distinte – per materiali ed estensione – nelle due sedi museali che propongono proiezioni video realizzate con fotografie d’archivio, testimonianze dei protagonisti e una vasta selezione di oggetti e documenti dell’epoca. Il progetto è curato da Daniele Federico Maras e Claudia Noferi per il Museo Archeologico e da Arabella Natalini per l’Istituto degli Innocenti.

Acqua  e fango 

Le mostre intendono ricostruiscono attraverso reperti e immagini quanto accadde in quei giorni nelle due istituzioni. L’alluvione non rappresentò infatti solo uno spartiacque nella storia generale della città, ma segnò profondamente entrambi gli enti che, per riparare ai danni subiti, diedero il via a importanti interventi: al Museo Archeologico si diede avvio a una straordinaria azione di salvataggio e recupero, che portò anche al potenziamento del laboratorio di restauro già esistente, divenuto eccellenza a livello internazionale mentre agli Innocenti si rafforzò l’urgenza di intraprendere l’opera di ricostruzione della Fabbrica e di riallestimento della Galleria d’arte al terzo piano.

Mostra all’Archeologico di Firenze

Salvati da fango. Il recupero dell’archeologia a Firenze è il titolo della mostra visitabile fino al 7 marzo 2027, che si concentra sui tre luoghi del Museo Archeologico maggiormente colpiti dall’alluvione: il Museo Topografico dell’Etruria, l’Ufficio Fotografico e il Laboratorio di Restauro. Fotografie, reperti salvati dalle acque e documenti d’archivio raccontano i danni subiti e la straordinaria mobilitazione di personale, studiosi e volontari italiani e stranieri per recuperare il patrimonio.

Reperti salvati

La mostra restituisce i risultati concreti di quel lungo lavoro attraverso alcuni dei reperti recuperati e restaurati dopo l’alluvione, oggi conservati presso il museo, tra cui la Mater Matuta, il cinerario con Vanth di Chianciano, la pisside in avorio di Marsiliana d’Albegna, il sarcofago in terracotta della Tomba dei Velinii di Tuscania e l’Urna del Bottarone (ndr esposta restaurata i tutto il suo splendore durante l’ultima edizione tourismA 2026). Sono inoltre mostrati oggetti di uso comune, in alcuni casi ancora segnati dal fango, che restituiscono una testimonianza concreta delle condizioni in cui versava il museo dopo la piena.

Museo degli Innocenti

Fino al 31 dicembreL’alluvione del 1966 in piazza Santissima Annunziata: gli Innocenti e l’Archeologico tra acqua, fango e salvataggi al Museo degli Innocenti ripercorre attraverso immagini, testimonianze storiche e documenti d’archivio l’arrivo dell’acqua in piazza Santissima Annunziata e le conseguenze dell’alluvione negli ambienti interni ed esterni dell’Istituto. L’esposizione è allestita nelle Sale del Priore della Galleria degli Affreschi, dove nel 1971, proprio a seguito dell’alluvione, venne lasciato in deposito un corpus di affreschi staccati provenienti da varie parti di Firenze, in concomitanza con lo spostamento cautelare della Galleria d’arte al terzo piano dell’edificio. Il percorso espositivo mette in mostra una selezione di immagini del Museo Archeologico Nazionale di Firenze che documentano le condizioni delle sale del Museo Topografico dell’Etruria nelle ore successive all’alluvione.